domenica 6 maggio 2007

Carnevale di Cinisi

mercoledì 2 maggio 2007

AL VIA LA SETTIMANA DELLA CULTURA

ROMA – Anche quest’anno riparte la settimana della cultura promossa dal ministero per i beni e le attività culturali. Dal 12 al 20 maggio musei, monumenti e siti archeologici statali saranno accessibili gratuitamente e sarà possibile fruire di una grande varietà di iniziative: aperture straordinarie e nuove siti, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, ma anche mostre, convegni, conferenze e tante iniziative per i giovani.
Da Nord a Sud, ogni regione potrà mettersi in vetrina, con proposte artistiche e culturali adatte ad un pubblico di tutte le età, coinvolgendo esperti e semplici turisti.
Numerosi gli appuntamenti culturali nella capitale, tra questi l’occasione di entrare nel Palazzo della Farnesina, sede del ministero degli esteri; mentre a Napoli si potrà partecipare ad una visita tattile al museo di Palazzo Reale, promossa dalle associazioni di diversamente abili.
Nella Cappella Maggiore del Duomo di Prato si potranno ammirare gli affreschi di Filippo Landi e a Bologna sarà possibile passeggiare per i cortili dei grandi palazzi e delle dimore storiche. Interessante sarà anche entrare nel Chiostro della Santissima Trinità, a Venezia, all’interno del convento francescano di Santa Maria dè Frari. A Modena, invece, di grande interesse è la mostra dedicata a La Ragazza con la Spinetta di Vermeer, concessa in prestito dalla National Gallery di Londra; e poi musica e teatro a Parma, dove il castello di Torrechiara resterà aperto fino a tarda notte.
Altro appuntamento da non perdere è quello della Festa dei Ceri a Gubbio, che come ogni anno viene celebrata il 15 maggio in occasione della vigilia della morte del patrono S. Ubaldo.
Ci sarà solo l’imbarazzo della scelta tra più di 400 mostre, 17 nuove aperture, 79 aperture straordinarie di luoghi normalmente chiusi ai visitatori.
A Firenze, sarà possibile fare una visita guidata alle grotte della villa Salviati e passeggiare nel Loggiato degli Uffizi, che ospita una mostra sui pittori dell’Ottocento. Numerose poi le iniziative dedicate ai più piccoli, da quelle archeologiche alle visite ai musei, mentre a Milano all'Antiquarium dell'Anfiteatro Alda Levi, si discuterà, il 16 maggio, di Donne e Archeologia.
Tantissime anche quest’anno le istituzioni private che hanno aderito all’iniziativa mirata a sottolineare la ricchezza del patrimonio culturale del nostro paese.

lunedì 5 marzo 2007

"GIALLO PASOLINI" UN LIBRO PER NON DIMENTICARE

ROMA - Pier Paolo Pasolini avrebbe compiuto oggi 85 anni ed è proprio il giorno del suo compleanno l’occasione giusta per parlare di lui e della sua tragica scomparsa. A distanza di trent’anni, un’altra inchiesta, questa però firmata dal giornalista Enzo Catania che nel suo volume di quasi 500 pagine ci offre un accurato e puntuale reportage sul grande regista, dicendo che “fu certo un rompipalle, controcorrente, eretico e provocatore, ma anche uno degli uomini che per l’assoluta indipendenza culturale e intellettuale, maggiormente segnò letteratura e vita sociale del Ventesimo secolo”. “Giallo Pasolini”, questo il titolo del libro, rappresenta il tentativo di svelare la verità nascosta su quello che davvero accadde la sera del 2 novembre 1975 all’idroscalo di Ostia, lì dove lo scrittore venne ucciso, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate in Tv dall’assassino Pino Pelosi, il 9 maggio 2005. Pare che Pelosi non fosse solo quella sera: questa la dichiarazione che ha permesso la riapertura dell’inchiesta e proprio nelle pagine del libro di Catania è evidente il desiderio di arrivare alla verità, di conoscere come sono andati veramente i fatti. Nella ricostruzione il giornalista analizza due elementi: da un lato le indagini ed il loro privilegiare una sola pista (l’omosessuale ribelle) senza andare oltre; dall’altro l’eccessiva velocità con cui è stata chiusa e archiviata l’inchiesta stessa dopo aver portato a termine una serie limitata di perizie. “Ebbene – dice Catania – quando alle 6.45 di quella mattina del 2 novembre 1975 sul posto del delitto arrivò la polizia, intorno al cadavere di Pasolini c’era una piccola armata di sfaccendati e vacanzieri che commentava: ‘era tutto calpestato e non transennato’, come raccontò poi Elio Pecora, giunto all’idroscalo insieme ad Alberto Moravia”. A quanto pare sul luogo del delitto l’assassino e la sua vittima non erano soli, dunque, ma nel campetto vicino alcuni ragazzini giocavano e altre persone presenti, sarebbero scomparse, forse a causa della folla radunata lì intorno. Catania conclude ponendo un interrogativo a se stesso ed al lettore: “pensate che la camicia intrisa di sangue venne trovata a ben 80 metri dal cadavere. E siamo proprio sicuri che nessuno abbia spostato i pezzi di legno macchiati del sangue di Pasolini?” Diversi, dunque, gli spunti per riflettere e capire se, tra gli altri particolari, è possibile scorgere gli elementi giusti per non lasciare che questa storia cada in un inevitabile e silenzioso oblio.

giovedì 22 febbraio 2007

Il popolo dei blog si scatena pro e contro Prodi

ROMA (Ansa)- Il popolo dei blog si scatena piu' che mai sul web per la crisi di Governo. E si schiera con forza pro e contro Prodi, ma ce n'e' anche per Massimo D'Alema e i senatori ribelli. Cosi' se il re dei blog, quello di Beppe Grillo (200.000 contatti al giorno), non manca all'appuntamento, gli fanno eco i siti di Jacopo Fo e quelli del popolo della sinistra. Ma presenti in forze ovviamente anche bloggers e siti vicini alla Cdl, come quello del senatore Paolo Guzzanti. ''D'Alema porta sfiga - dice Grillo -. Se ne stanno accorgendo anche i forzadiessini impegnati a fare inceneritori, parcheggi e megadiscariche. La politica filo Bush non era nel programma dell'Unione. Neppure Vicenzalibanokabul''. E ancora dal comico: ''Avrei capito un Governo battuto sulla riforma elettorale per riconsegnare ai cittadini la possibilita' di scegliere il candidato. O strabattuto su una legge per il conflitto di interessi. O frantumato per l'eliminazione delle leggi ad personam. In tutti questi casi avrebbe avuto la mia ammirazione. Per Kabul no. Bastava chiedere a Gino Strada per sapere perche'. Viva Bush, Lenin e Mao Tse Tung!'' Sul suo blog Jacopo Fo invece scrive una lettera di sostegno a Prodi. ''Caro Romano, resisti! Non dimetterti o ci ribecchiamo altri 5 anni di pastette! Sei l'unica speranza per iniziare a scardinare il potere delle corporazioni e dei salotti buoni e razionalizzare il sistema Italia. L'unico che puo' ancora riuscire a ottenere una mediazione. Usa la base! Lancia un appello ai tuoi elettori. Ti hanno scelto in 4 milioni. Hai molto piu' sostegno popolare di quel che credi''. Piu' surreale la soluzione di Drugo, 18 anni, che pensa a un 'Interim vescovile': ''Grazie all'astensione di Giulio Andreotti carrozzato Pininfarina, la Cei ha offerto al governo italiano una soluzione veloce e indolore: un governo monocolore formato solo da vescovi. I porporati-ministri saranno tutti sposati ed eterosessuali, per cui la pratica sui diritti delle coppie di fatto verra' automaticamente archiviata''. E da un sostenitore dell'Unione arrivano le scuse per avere chiamato buffoni i due senatori Turigliatto e Rossi: ''mi scuso con tutte le persone che fanno i pagliacci di professione, sicuramente si saranno sentiti offesi quando ho paragonato i nostri politici a loro''. Nel sito del senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti si fa strada invece l'interrogativo: ''Come sempre ho scritto, non e' Prodi il problema. Il problema e': l'assetto parlamentare uscito dalle urne sara' manipolato, o Napolitano richiamera' gli italiani al voto?''. Mentre nello Spazio Azzurro, bacheca dedicata alle opinioni degli elettori e dei simpatizzanti di Forza Italia, e' tutta una festa. ''Forza Silvio, Prodi oramai ha fallito. E chi ne dubitava? Prodi-bis? Io Di.Co. NO!!!'' (dice Christian) e da Alessandro: ''vedi Silvio.. te lo avevo detto.. la mortadella e' finita' e i panini stanno diventando duri... non mangeremo piu' panini alle menzogne!''. E ancora Francesco 542: ''Daglie Napolitano, nun te fa prega': dacce na mano''. ''Oggi ho esultato, come al gol della vittoria dei Mondiali!!! basta con i pifferai magici, basta con le nefandezze di "capitan Baffino" e Co.!! Abbiamo bisogno di certezze'' dice Lorenzo. ''Speriamo che i brutti musi rossi se ne vadano via per sempre! Si dissolvano come neve al sole! Loro sono la feccia del mondo!'' dice Giovanna. Mentre Stefano da Macerata, infine, cosi' sintetizza la caduta del Governo: ''E' morta...Della''. Paolo.B preferisce la poesia: ''Se Turigliatto ha dato de matto/ e Andreotti ha fatto li botti,/ Fernando Rossi e' stato un frescone./ Ma peggio di tutti in questa manfrina/ e' er senatore Pininfarina/ Pininfarina, che e' fuori de testa come un balcone''.

martedì 20 febbraio 2007

lunedì 19 febbraio 2007

...

“Sapete chi ha inventato l’esame di maturità? Eccolo qui il filosofo Giovanni Gentile”.
La riconoscete? E’ la frase di apertura del film che in questi giorni sta spopolando nelle sale cinematografiche italiane.
Con la regia di Fausto Brizzi e un cast di tutto rispetto ritroviamo i protagonisti di “notte prima degli esami”, ancora alle prese con la maturità. Luca Molinari, nuovamente interpretato da Nicolas Vaporidis, apre la scena in veste di giovane che nelle varie epoche deve affrontare gli esami. Cambia il look, cambia il momento storico…si passa dagli anni Cinquanta e si approda velocemente ai giorni nostri…ed eccolo qui Luca, con gli amici di sempre e soprattutto con i tormenti di sempre…fra donne, feste e follie nella sua “notte prima degli esami”.
Siamo nel 2006 e i ragazzi tra le tante distrazioni non possono certo rinunciare all’evento dell’anno: i mondiali di calcio.
Manca il prof. di Italiano, Giorgio Faletti, ma in compenso troviamo una giovane e bella prof. di Matematica interpretata da Serena Autieri. Ancora novità all’interno del cast con una nuova protagonista: Azzurra, la ragazza che a cuscinate farà perdere la testa a Luca!
Altre new entry: il nonno, la mamma e il papà di Luca, interpretati da Franco Interlenghi, Paola Onori e Giorgio Panariello, che…vedremo nelle vesti di un “accanito giocatore di calcetto”!
Nell’era dei cellulari supertecnologici e degli I-Pod, Fausto Brizzi decide forse di sacrificare un po’ la tematica degli esami, lasciando sullo sfondo i banchi di scuola, e di privilegiare tutto il contorno…quelle situazioni che circondano la vita di ogni diciottenne…così via a scherzi, tradimenti e litigi, ma anche amicizia…quella che salverà Luca dal rischio di dover ripetere l’anno.
Forse un po’ surreale in alcune scene, ma sicuramente carino e divertente.

domenica 18 febbraio 2007

mercoledì 14 febbraio 2007

L'amore nel cinema

venerdì 2 febbraio 2007

VINTAGE STYLE...il nostro video

Nella mia città in questi giorni una grande festa...


A Catania tre giorni di culto, di devozione, di folclore, di tradizioni che non hanno eguali nel resto del mondo. In un mix di devozione e spettacolarità.
La gente inonda vie e piazze del centro. Centinaia i devoti, ma altrettanti i curiosi che rispondono al coinvolgente richiamo di una festa ormai diventata un’istituzione, non solo per i catanesi, ma anche per chi ha solo tanto sentito parlare dei festeggiamenti dedicati alla patrona della città alle pendici dell’Etna.

I festeggiamenti durano per tre giorni (3 - 4 - 5 febbraio), anche se in realtà già dagli ultimi giorni di gennaio è possibile respirare per le strade e i vicoli l’aria di festa che inebria la città.
Tutto inizia il 3 con la processione delle più alte autorità civili, tra queste il primo cittadino che ogni anno, come da tradizione, percorre la via principale della città, via Etnea, a bordo di una delle due sontuose carrozze, solitamente “parcheggiate” all’interno del palazzo comunale. Poi, in prima serata, lo spettacolo dei fuochi d’artificio in p.zza del Duomo, accompagnati dalle note di un concerto sinfonico.
Il giorno successivo, il 4, è quello più atteso da milioni di catanesi, che già dalle prime ore del mattino presidiano la Cattedrale, in attesa del primo incontro con la “Santuzza”. L’atmosfera è a dir poco emozionante e non è difficile scorgere lacrime fra le preghiere. Il busto della Santa viene issato sull’altare centrale e mostrato alla folla, poi pian piano viene condotta attraverso il corridoio centrale fuori dalla Basilica e da lì inizia tutto. Da questo momento la Santa patrona è in mano ai devoti, vestiti con la tradizionale tunica bianca e un cappellino nero sul capo. Saranno proprio loro a riporre il busto, impreziosito da gioielli donati negli anni, sulla “vara”, (il fercolo).
Inizia la processione tra applausi e sventolii di fazzoletti bianchi.
A questo punto il fercolo con il busto reliquario di sant’Agata e lo scrigno argenteo con le rimanenti reliquie, inizia il giro esterno, attraversando Porta Uzeda, procede lungo gli “archi della marina” per giungere in p.zza Carlo Alberto, sede della tradizionale mercato, fino in p.zza Stesicoro, che si affaccia sulle rovine della vecchia Catania. La processione si snoda per le vie del centro con l’ormai rituale offerta della cera e la “sfilata” delle candelore. Si tratta di grandi ceri votivi, espressione delle vecchie corporazioni delle arti e dei mestieri.
Inizia da questo momento il passaggio per i luoghi di culto più cari ai catanesi, luoghi in cui Sant’Agata subì il carcere e morì. Inizia il vero spettacolo: i devoti tirano con forza, correndo, il cordone al quale è legato il fercolo e lo fanno salire per la salita dei Cappuccini, fermandosi a metà percorso per rendere omaggio proprio al carcere in cui la Santuzza trascorse i suoi ultimi giorni. Particolarità legata al carcere è la presenza di un albero di ulivo: da qui la tradizione dei dolcetti tipici, le “olivette”, dolci di piccole dimensioni, composti da pistacchio e zucchero, o solo da pistacchio con una copertura di glassa al cioccolato.
Si prosegue fino alla seconda tappa: la chiesa di Sant’agata la Vetere, la prima cattedrale di Catania e originario luogo di sepoltura della Patrona.
Intanto arriva la sera e la processione continua nei quartieri popolari della città: via Plebiscito, Fortino, San Cristoforo. Qui l’atmosfera è davvero surreale: le case sono quasi tutte illuminate, porte e finestre rimangono aperte per salutare la Santa.
Per le vie ci sono le tradizionali bancarelle con il torrone, grandi griglie per arrostire la carne e le caldarroste.
Balconi illuminati, edicole illuminate e infiorate con l'effigie della santa, vetrine di negozi e bar con artistici modelli delle candelore.
Infine fuochi d’artificio prima del rientro in Cattedrale.
Eccoci al clou della festa: giorno 5. Il fercolo procede lentamente, specie in questi ultimi anni, per via Etnea, il "salotto" cittadino. Le undici candelore parate a festa aprono la processione. La gente attende la “vara” in piazza Borgo per i fuochi d'artificio e dopo… la tanto attesa “salita di S. Giuliano” al termine della quale, i devoti rendono omaggio alla patrona con un commovente applauso che si concluderà alle 7 del mattino con momenti di preghiera e canti offerti dalle suore dell’ordine benedettino, dal convento della barocca via Crociferi.
Il culto di Sant'Agata non è soltanto catanese, ma interessa ben 44 comuni italiani. In Italia la devozione è tanta: la Lombardia è la regione più ricca del culto agatino. Nel Duomo c'è un altare con un magnifico quadro della Santa. Due statuette anche nelle guglie. In Toscana, a Firenze, e anche a Roma ci sono due belle chiese: Sant'Agata dei Goti e Sant'Agata alla Suburra (Trastevere); infine a Napoli c’è un'effige nella catacomba di S. Gennaro in un affresco del IV secolo.
Nel resto del mondo…a partire dalla vicina Malta è compatrona con S. Paolo, così come nella Repubblica di San Marino. In Spagna è venerata in Andalusia, in provincia di Valencia e a Barcellona; in Portogallo e in Germania. A Costantinopoli si festeggiava a maggio in una grande chiesa, lo stesso culto. Infine in Grecia e in India, oltre che in Argentina, a Buenos Aires.

mercoledì 31 gennaio 2007

sabato 27 gennaio 2007

Telegatti..."poveri" Vip!!!

giovedì 25 gennaio 2007

martedì 19 dicembre 2006

Buon Natale!!!

giovedì 14 dicembre 2006

STRAGE DI ERBA: REGOLAMENTO DI CONTI? Continuano le indagini, ma decadono le accuse contro l’indiziato numero uno, Azouz Marzouk


Ci sarebbe un regolamento di conti legato al mondo della droga, alla base delle ipotesi avanzate in seguito alle indagini sulla vicenda del plurimo omicidio del comasco.
Mentre continuano le ricerche del killer, ieri al Sant’Anna di Como sono state disposte le autopsie sui corpi, tutti con gravi ustioni e con evidenti segni di arma da taglio.
Principale indagato, il tunisino Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime.
Questa la notizia che in questi giorni ha “riempito” testate ed emittenti nazionali. Una strage apparentemente senza moventi, ma in realtà legata ad un “giro di cocaina”, ed è proprio questa la pista seguita dagli inquirenti che in questi giorni stanno cercando di venire a capo della vicenda.
Un massacro forse per vendetta, costata la vita a 4 persone, mentre una quinta, Mario Frigerio (vicino di casa della famiglia Marzouk), lotta ancora tra la vita e la morte, e poche certezze nelle indagini per capire perchè il piccolo Youssuf di 2 anni, la madre Raffaella Castagna, 30 anni, la nonna Paola Galli, 55 anni e la vicina di casa, Valeria Cherubini, 50 anni, siano state uccise in modo così atroce da uno o più sconosciuti che hanno poi avuto la freddezza di dar fuoco alla casa appiccando l’incendio da tre diversi punti.
Qualche risposta sarebbe potuta arrivare da Azouz Marzouk, il venticinquenne tunisino padre di Youssuf, indicato nelle prime ore dopo la strage come l’autore del delitto e scagionato solo grazie ai tabulati telefonici e alle dichiarazioni del suocero. E' durato circa un'ora e mezza, nella caserma dei carabinieri di Como, l'interrogatorio del giovane, che è stato ascoltato dal procuratore della Repubblica di Como Alessandro Lodolini e dal Pm Simone Pizzotti. Azouz Marzouk, ha continuato a ripetere di non avere nessuna colpa e ha lanciato una provocazione agli assassini: “se ce l’avete con me, sono in giro”. Mentre il suocero ha dichiarato due giorni fa: “Mio genero è in Tunisia in questo momento: ha chiamato e sono convinto che lui non c'entra nulla. Ho l'impressione che loro hanno pagato per qualcosa di più grosso - ha aggiunto - lui non ha mai mosso un dito contro il bambino, è finito in una storia più grande di lui”. Dichiarazioni che aprono uno scenario nuovo sulla tragica vicenda. Le indagini subiscono una svolta e tra le ipotesi più accreditate, quella della vendetta trasversale; pare, infatti, che l’indiziato numero uno, fosse implicato in un giro di stupefacenti: la sua famiglia, quindi, sarebbe stata sterminata per regolare un conto in sospeso. “Lui non è mai stato uno stinco di santo - ha sottolineato il suocero di Azouz - lo dicono tutti non solo io”. Il giovane, infatti, era uscito di prigione il 2 agosto scorso, grazie all'indulto, dopo una condanna a tre anni e mezzo per spaccio.
“Mia figlia voleva aiutarlo. Marzouk non odiava Raffaella - ha continuato - anzi negli ultimi tempi, dopo essere uscito dal carcere, sembrava che volesse riavvicinarsi alla moglie. Aveva espresso il desiderio di passare tutti insieme le feste di Natale e io avevo accettato dopo tanto tempo di incontrarlo”. Raffaella Castagna aveva conosciuto il venticinquenne in una comunità per il recupero di tossicodipendenti presso la quale prestava il suo aiuto come volontaria.
Intanto le indagini proseguono anche su un altro fronte: qualche informazione potrebbe venire dalla ricostruzione della scena del crimine, sulla quale sono impegnati i Ris di Parma. "Stiamo seguendo tutte le piste", ha detto il colonnello Luciano Guglielmi, comandante provinciale dei carabinieri di Como, uscendo dall’abitazione della strage. Fra le altre ipotesi possibili anche qualche elemento legato al lavoro di Raffaella.
La città di Erba ha, intanto, proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali delle vittime della strage. Lo ha deciso ieri pomeriggio la giunta comunale, riunita in via straordinaria. Sempre in segno di lutto, il Comune ha sospeso tutte le manifestazioni e gli spettacoli organizzati per le festività natalizie e ha disposto che le bandiere restino a mezz'asta sino ad esequie avvenute.



martedì 12 dicembre 2006

...carino no?

venerdì 8 dicembre 2006

SFIORATA LA TRAGEDIA A "TG2 10 MINUTI"



Non ci sono parole dopo un video di questo tipo, ma soprattutto non ci sono commenti per la frase di chiusura del "giornalista" (se così può essere definito)..."Lei è un pezzo di merda" - dice - mentre andava la sigla...
E' evidente che il nostro conduttore abbia avuto il timore di aver fatto una brutta figura...avere un ospite che non rispetta le regole televisive certo non è edificante!Dicono abbia salvato l'uomo, quel padre disperato che ha manifestato chiaramente il suo disagio psichico. Questo è quello che voleva far credere. Non il dovere di salvare un uomo da un gesto estremo, ma la paura di non andare in onda "regolarmente"...ma il nostro caro Martinelli non si è preoccupato del fuori onda...Verrebbe quasi da chiedersi chi sia il vero pezzo di merda!Altro che "10 minuti" sarebbe il caso che il Dr Martinelli non conducesse neanche per 10 secondi!
Incredibile!!!

mercoledì 6 dicembre 2006

"PRIVACY E GIORNALISMO". A Montecitorio si è discusso di Informazione e riservatezza, dignità della persona e diritto di cronaca



E' stata presentata oggi, nella sala convegni di p.zza Monte Citorio, la nuova edizione del volume curato da Mauro Paissan, "Privacy e giornalismo diritto di cronaca e diritti dei cittadini". All'incontro sono intervenuti il nuovo direttore del Tg1, Gianni Riotta, Stefano Rodotà, docente di diritto civile presso l'Università La Sapienza di Roma e tra le presenze più attese il ministro Paolo Gentiloni, il quale ha richiamato l'attenzione dei presenti sull'importanza dell'essenzialità dell'informazione talvolta vista come un grande limite al diritto di cronaca. Oggetto di discussione è stata anche la dignità della persona e i limiti a tale diritto in merito al problema della privacy e la tutela dei minori. A questo proposito Riotta ha ribadito l'importanza del ruolo di internet, quale strumento che sconvolge completamente il rapporto fra privacy ed informazione. Strumento che ha reso estremamente difficile esercitare un controllo sulla qualità e sulla quantità delle informazioni personali che vengono diffuse. Caso significativo è quello del trattamento dei dati effettuato dai motori di ricerca e in particolare da Google. Ma su internet si assiste anche alla proliferazione di nuovi e diversi modi di fare informazione, è il caso dei blog. "Oggi assistiamo ad un epoca in diretta - ha commentato il direttore del Tg1 - qualsiasi evento, dal più importante a quello meno rilevante, viene messo in onda".
In tema di tutela della riservatezza e di diffamazione, poi, l'ex presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, Stefano Rodotà e il successore di Mimun, Gianni Riotta, hanno precisato che se il giornalista agisce in buona fede e senza malizia, non potrà essere perseguito penalmente, ma verrà assolto. Un'ultima riflessione è stata fatta anche sul caso delle intercettazioni telefoniche, tema sul quale, sin dall'inizio dell'attività del Garante, è stata puntata l'attenzione e che ha portato alla conclusione che i dati personali contenuti all'interno di conversazioni intercettate, possono essere pubblicati nei limiti dell'essenzialità dell'informazione rispetto a fatti di interesse pubblico, evitando quindi riferimenti a circostanze di tipo strettamente privato.

domenica 3 dicembre 2006

...qualche notizia sul vintage

Il termine vintage inizialmente venne coniato per indicare i vini prodotti nelle “annate” migliori, da quel momento vintage divenne sinonimo di “d’annata”.
Dagli anni ’90 in poi si comincia, almeno in Italia, a confondere il vintage con “l’usato”, un usato che si fa portatore di importanti valori, primo fra tutti la memoria. In Italia, momento centrale della moda vintage è la fiera dell'usato che si tiene al Castello di Belgioioso, in provincia di Pavia. Ma il suo fascino non è solo tutto qui, nel sapore rétro di accessori e mise "riciclate" dagli anni '50, '60 e '70.
Nel 1971 Yves Saint Laurent ha lanciato ufficialmente lo stile retrò e la moda del mercatino. Adesso dopo più di trent'anni il Vintage torna di moda forse per due ragioni: internet, che facilita la ricerca di capi originali in tutto il mondo, e il cambio del secolo. La moda Vintage è stata rilanciata dalle dive di Hollywood e dalle top-model da quando hanno cominciato ad indossare gli abiti di una volta, ma combinandoli in modo originale con abiti moderni. Madonna e Gwyneth Paltrow sono tra le più illustri clienti dei coniugi Chatenet, a Parigi, specializzati nel Customized vintage (ovvero abiti rimodernizzati).
Il vintage style è il risultato di una serie di elementi, quali: nuovo modo di apparire, economicità nella cura del look (anche se ciò non sempre corrisponde a verità, in quanto il vero “pezzo” vintage può essere molto costoso se “pezzo unico”), opposizione al regime del “fare tendenza”, visione nostalgica quasi emozionale dell’abbigliamento.
Paolo Tancredi, in un saggio pubblicato sulla rivista dell’associazione italiana degli studi semiotici on-line, definisce il vintage come il gemello cattivo della moda istituzionalizzata, il Mr. Hyde sfuggito al controllo del Dr. Jekyll. Ugo Volli, invece, parla del fenomeno ascrivendolo all’ottica postmoderna, intendendo per postmodernismo «quella strana configurazione di eventi culturali e sociali» in cui si ha la caduta delle ideologie, il pluralismo, il meticciato, la bizzarra mescolanza tra locale e globale.
Nel vintage si ha un sovvertimento dei consueti meccanismi che contraddistinguono la moda e che ne regolano le dinamiche, “per cui il valore semiotico di un abito diventa più importante dell’abito stesso”, influenzando i ritmi consumistici della moda. Questa è cambiamento, movimento, instabilità, passaggio, è un susseguirsi di cicli, per cui ciò che è di moda oggi non lo sarà domani e non è detto che torni ad esserlo in futuro. Il flusso della moda cerca di volta in volta di imporsi come standard, ma appena questo standard cade nel banale ecco che si riattiva la ricerca del nuovo, di ciò che sraà trend nella stagione seguente, e così nuovi cicli faranno parte di questa incessante dinamica.
Il vintage si è ritagliato uno spazio tutto personale all’interno del fenomeno moda, uno spazio che include tutto ciò che non è istituzionale, che ha un particolare carattere eversivo nell’economia del sistema della moda: il vintage come forma di “antimoda”, come sperimentazione contrapposta alle leggi stilistiche delle stagioni; è rifiuto delle gerarchie, dell’autorità, è rivoluzione anarchica, reazione alla mancanza di praticità, all’ostentazione, alla volubilità. Possiamo dunque dire che moda e vintage seppur in antitesi sono anche interdipendenti tra loro, in quanto l’esistenza dell’altro diventa conditio sine qua non per l’esistenza dell’altro.
A questo proposito utile e divertente è la distinzione, operata da studiosi del settore e sociologi, tra Top model e Pop model. Se la prima sembra rimandare ad una definizione conosciuta, con la seconda ci si riferisce ad una donna comune, una «modella quotidiana, figura che in ogni luogo del vivere contemporaneo riesce a dar senso ad un gesto, a un’acconciatura, ad un indumento.» (Calefato, 1999). Potremmo dunque dire che vintage sta a pop model come moda sta a top model.
Vintage inteso come ciò che ha un grande potere evocativo, che può essere di un ambiente, di un’epoca, di uno status. Il vintage rimette in gioco l’individuo e il ruolo sociale originariamente espressi da un abito o da un oggetto; mette in relazione passato e presente o di una stessa persona o di persone diverse (nel caso di oggetti o abiti appartenuti, ad esempio,a grandi personalità del mondo dello spettacolo). Così le caratteristiche apparenti perdono il loro significato, la loro peculiarità che resta confinata solo ad un ambito prettamente visivo. «Quel che resta del significato originario viene trasformato e mitizzato.» (Steele). Con il vintage si produce quella che Calefato definisce come “ecologia dell’abbigliamento”, in cui c’è riciclaggio, aggiornamento e creazione di nuovi sensi all’interno di nuovi contesti, mettendo in discussione i concetti di stile e di gusto. Emblematico in tal senso è ricordare la lavorazione del film Evita (di Alan Parker), nel 1996, basato sul musical omonimo (di Andrew Weber e Tim Rice), in cui l’intero guardaroba del film riproduceva lo stile di Eva Péron (conosciuta in Argentina come Evita), la quale vestiva Christian Dior; la produzione ha recuperato un pezzo originale appartenuto alla Péron, un abito da cocktail azzurro abbinato ad una acconciatura di piume. Un altro esempio è costituito dal primo video musicale del solista di Beyoncè Knowles, componente del trio Destiny’s Child, intitolato “Work it out” e tratto dalla colonna sonora del film comico “Austin Powers in Goldmember”, parodia degli agenti segreti alla 007 ideata dall’attore Mike Myers, di cui la Knowles era protagonista. Il film così come il suo personaggio la detective Foxxy Cleopatra, richiama le atmosfere anni ’70, i tempi della famosa discoteca “Studio 54” di New York e della moda dei pattini roller. Il brano della Knowles riproduce le immagini del film e lo stile di quegli anni, con scenografie psichedeliche, band con fiati, coriste ballerine e costumi di scena e acconciature afro adeguate. Per quanto riguarda l’abbigliamento utilizzato per il video, sono stati selezionati alcuni costumi dell’epoca appartenuti a cantanti come Cher e Tina Turner. Il video di Beyoncè rappresenta la summa del concetto di vintage.
Adesso per vestire vintage basta frugare nell’armadio di mamma reinventando qualche capo o qualche accessorio e stravolgendo così lo stesso concetto di moda. Per vestire Vintage non ci sono vere e proprie regole da seguire, ciò che conta è il modello, il taglio, il colore. Il Vintage va oltre la rivisitazione di pezzi d' epoca e al giorno d’oggi è diventato un vero e proprio fenomeno di moda, perché abbinato alle creazioni più attuali degli stilisti.

COME FARE PER DISTINGUERE UN “VERO” CAPO VINTAGE
Innanzitutto Vintage non è sinonimo di sporco o di orli strappati. Le targhette presenti sui capi, quelle con le indicazioni sulle modalità di lavaggio, sono un’introduzione relativamente recente, a partire dagli anni ’60; quindi abiti confezionati nel decennio precedente non presentano tale accortezza. Sempre degli anni ’60 è la comparsa delle prime cerniere lampo in plastica; negli anni ’50 gonne e pantaloni presentavano cerniere di chiusura sui lati, né davanti né dietro.
I capi vintage, in genere, sono caratterizzati da tessuti di alta qualità e tagli sartoriali più raffinati e preziosi delle attuali produzioni. Molti capi degli anni ’30 e ’40 erano prodotti in nylon.

COME CONSERVARE UN CAPO VINTAGE
Si consiglia di avvolgerlo in carta velina o di riporlo in una scatola di cartone.


Ma il vintage non è solo un fenomeno riferito all'abbigliamento...